No, non è una svolta salutista la nostra, quanto più un invito a rivalutare insieme l’uso del cosiddetto hamburger nella progettazione di siti web.

Qualche tempo fa ci è stata infatti presentata una proposta di WEB UI in cui il menu era rappresentato dal famigerato hamburger. Nulla di negativo, se non fosse che la grafica era stata pensata per l’ambiente desktop.

Facciamo un passo indietro.

Dei pro e dei contro sull’utilizzo dell’icona se ne parla già da qualche tempo sulla rete. Un fiorire di test di usabilità (interessanti questi di NN/g) mostrano infatti che per i non addetti ai lavori, il suo utilizzo in ambito desktop oltre che inutile è addirittura deleterio: l’icona infatti non presenta alcuna affordance.

C’è poi una domanda molto semplice che da sola – ponendosela – risolverebbe da sè la questione:

perché nascondere volutamente utili informazioni che in caso contrario sarebbero visibili e accessibili senza alcuna difficoltà?

È un po’ come se vi invitassi ospiti a casa mia e occultassi ogni porta: sarebbe frustrante. Come potremmo comportarci quindi da buoni “padroni di casa”?

Affrontiamo il problema sotto due fronti distinti e convergenti: risolverlo o evitare che si manifesti.

Risolvere il problema è relativamente semplice: sarebbe infatti sufficiente rendere comprensibile la famosa icona, magari scrivendoci accanto o sotto “menu”, donandole cioè l’affordance che le manca.

Evitare che il problema si manifesti pone invece uno sforzo maggiore, ci riporta infatti alla famigerata domanda sotto un’altra veste: perché costringere l’utente a compiere una azione non necessaria, nascondendogli contenuto utile anche dove lo spazio non manca affatto? A questa domanda si risponde generalmente progettando il sito web in modo tale che il layout possa variare in base al dispositivo, modulando le parti che lo compongono e visualizzando un menu esteso invece che compatto.

Ma non si parlava di mobile first?

Fermiamoci un attimo: se è vero che una grandissima parte dei contenuti online vengono visualizzati da mobile (e anche qui, c’è comunque molta variabilità!) ed è vero che bisogna prestare massima attenzione all’usabilità, NON È però vero che le due cose debbano necessariamente sommarsi.

Progettare mobile first significa sì, porre maggiori attenzioni nello sviluppo di MOBILE UI, questo però non deve andare a discapito della navigazione desktop o “mista”.

L’utilizzo smodato di header “fixed” – quelli che comprendono logo, social icons e, in alcuni casi, menu hamburger – infatti crea non pochi problemi nel caso di visualizzazioni “landscape”.

Se state pensando “poco male, la barra occupa pochi pixel”, ruotate il tablet in orizzontale: è vero, forse sono pochi, ma sono sicuramente pixel sprecati! Per non parlare poi di quei casi in cui la sua ampiezza si somma al banner della cookie policy: praticamente abbiamo riempito lo spazio a nostra disposizione.

Mobile-first, quindi sì, ma con moderazione e soprattutto attenzione a non cadere nella moda per cui tutto ciò che è mobile è di conseguenza accattivante anche su desktop: spesso non è così, anzi!